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Healthy&Fast: la cucina di Zeste si fa smart

Dall'esigenza di una cucina che sia a misura delle esigenze di tempo ridotte, buona e sana, nasce questo corso di cucina che si terrà tutti i martedì dalle 18 alle 20.30.

In ogni appuntamento sceglierò per voi i migliori cibi di stagione e vi insegnerò ad utilizzarli in ricette sane, gustose e belle.

Imparate, cucinate e portate a casa la cena...più smart di così!!!

Menù Zeste 9 gennaio 2016

Agghiotta scomposta: Marinata di Baccalà in biancolilla, brunoise di pomodori, battuto di olive e capperi, riduzione di uvetta di Pantelleria e croccante di pinoli


Tortello viola con ripieno di fave, seppioline saltate e carciofi cotti nella cenere 


Minestra di pasta mista di Gragnano, crostacei e pesci di scoglio


Trancetti di cernia in ragù di porcini e mandorle


Briciole di frolla alle mandorle, gelato alla vaniglia “Zestemade”, salsa al mandarino


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La protagonista della serata è la parmigiana

Tra le innovazioni gastronomiche del Medioevo un posto di rilievo spetta alle paste ripiene, un manufatto alimentare tanto semplice quanto geniale: la torta o pasticcio, pastello, coppo… termini tra loro equivalenti con cui le fonti indicano un recipiente di pasta, messo al forno o tra “testi” roventi, di pietra o di coccio, al duplice scopo di contenere e cuocere un ripieno. In linea generale, la cultura medievale associa le torte soprattutto alle verdure, tagliate e torte, cioè strizzate. Anche se l’etimologia si riferisce a un pasto frugale a base di verdure, le ricette di torte medievali annoverano farce elaborate con ogni sorta di alimento: pasticci di carne, pesce, cereali, frutta, spezie e naturalmente uova e formaggio in funzione di leganti.

Le torte erano spesso contraddistinte da spettacolari scenografie, per cui si è supposto che la più nota delle torte, la parmesana, non provenga da Parma ma dal termine parma, scudo, cioè torta in forma di torre. L’etimologia del termine parmigiana quindi nulla a che fare con il Parmigiano Reggiano e neppure derivato, come proposto da qualcuno, dal termine dialettale “Parmiciana”, ovvero l’insieme dei listelli di legno, sovrapposti, che formano la persiana e che ricordano la sistemazione delle melanzane nella omonima ricetta.

La patria della parmigiana, nella versione odierna, è ritenuta la Sicilia, dove è riconosciuta come alimento del patrimonio gastronomico regionale. Le melanzane sono arrivate in Sicilia nel XIV secolo attraverso gli scambi commerciali durante la cosiddetta dominazione araba, il loro nome originariamente era badingian e venne inizialmente tradotto con petronciane o petonciane. Alcuni secoli dopo Pellegrino Artusi nel suo compendio gastronomico parla proprio di petronciana, nome con il quale proprio in Sicilia si indica la melanzana, suggellando in questo modo la provenienza storico geografica dell’ortaggio. Un indizio importante per individuare il momento in cui la ricetta cominciò a prendere corpo, è identificabile nella presenza della salsa di pomodoro, ingrediente chiave che ne certifica l’origine settecentesca. Anche questo ortaggio, importato in Europa solo con la scoperta delle Americhe, è riuscito a conquistare le mense europee solo nel XVIII secolo, diventando dapprima cibo del popolo e raggiungendo poi la tavola degli aristocratici. Non a caso per trovare la prima ricetta delle melanzane alla parmigiana a noi familiare bisogna attendere il 1837 quando Ippolito Cavalcanti diede alle stampe la sua opera più importante: ”Cucina teorico pratica”.

A mio avviso, ancora una volta, l’origine del piatto è di provenienza popolare: le melanzane, il pomodoro e il formaggio appartengono a un repertorio gastronomico comune nelle classi meno abbienti. L’ipotesi sembra essere ulteriormente convalidata dal fatto che questi ingredienti poveri vengano stratificati emulando una di quelle opulente torte parmesane, utilizzando però ingredienti poveri: melanzane irrorate dalla salsa di pomodoro, senza farcia, semplicemente cosparse con del formaggio e cioè uno dei pochi alimenti proteici alla base della frugale alimentazione del popolo.

Questa stessa essenzialità degli ingredienti che la compongono ha fatto la fortuna della parmigiana, infatti, sia essa arricchita da salumi e formaggi, scomposta o declinata secondo le mode del momento, da secoli delizia il palato di generazioni di buongustai.

Menù Capodanno 2017

Menù Capodanno 2017

Tartare di gambero rosso alla salicornia, Burrata, briciole di pane nero alle mandorle, riduzione di passito di Pantelleria



Salmone selvaggio marinato e leggermente affumicato a bassa temperatura, brunoise di carciofi all'aneto, mousse al mandarino con foglie di spinacino e caviale



Capesante scottate, ananas arrosto, mayonnaise di bottarga,yogurt greco, zenzero e uova di salmone



Minestra di pasta mista all'aragosta, coriandolo fresco e Lemongrass



Raviolini ricotta di bufala e prezzemolo con salsa alle vongole e Zeste di limone


Filetto di ombrina all'arancia con mousse di patate affumicate al lime, sorbetto di pompelmo rosa e ostrica allo champagne


Soffice al pistacchio con mousse all'arancia e frutti dal bosco


Sorbetto cremoso di mandorle con scaglie di cioccolato di Modica e brunoise di pere alla cannella

Questa è la ricetta di Zeste dal 25 settembre

Due giorni a settimana: venerdì e sabato;
Un menù degustazione che cambia di settimana in settimana;
Un tema dominante come filo conduttore;
Un'abbondante dose di piatti e racconti;
Una rapida prenotazione;
Una spolverata  di gusto e sapori;
Tanta cura e dedizione... per un'eccezionale esperienza culinaria.

Questa è la ricetta di Zeste dal 25 settembre.
Info e prenotazione: info@zeste.it oppure 3384805254

Il dolce sabato di Zeste

Da Sabato 2 Aprile dalle 16,30 avrà inizio il corso di pasticceria tipica siciliana.

Una serie di incontri in cui Nuzza vi svelerà tutti i segreti per confezionare con le vostre mani i dolci che fanno golosa la nostra isola.

Ma non solo...come tradizione vuole Zeste ve li racconta!

I posti sono limitati per cui è necessaria la prenotazione.